viernes, 21 de febrero de 2025

 

Semana de Oración por la Unidad Cristiana

Un llamado a la fe compartida y la esperanza

Del 18 al 23 de enero de 2025 se llevó a cabo en Guatemala la Semana de Oración por la Unidad de los cristianos, una serie de encuentros ecuménicos que reunieron a distintas denominaciones bajo el lema ¿Crees esto? (Juan 11,17-26.). A través de celebraciones y jornadas de oración, tenía como objetivo fortalecer la comunión entre comunidades cristianas y reafirmar el potencial transformador de la fe compartida.

Un equipo interconfesional convocado por Mons. Rodolfo Valenzuela, presidente de la Conferencia Episcopal, trabajó durante unos meses en su preparación tomando como sede el focolar de la capital donde algunos miembros de la Obra de Maria han podido ofrecer un ambiente de acogida familiar.Lasactividades iniciaron con el Festival artístico Juvenil celebrado en el Parque Central de la Capital. 

A lo largo de la semana, diversas comunidades abrieron sus casas para jornadas de oración, creando espacios de reflexión y diálogo entre creyentes de diferentes tradiciones. Victor Martinez, líder menonita de Casa Horeb asi sintetizaba la visita a la comunidad Luterana agustina: “ (…) el espíritu acogedor de su comunidad reflejan un verdadero testimonio del amor de Cristo que nos une como un solo cuerpo en la fe … Fue una bendición compartir este tiempo de oración, reflexión y unidad, y los ricos tamales y excelente chocolate, recordándonos que, a pesar de nuestras diferencias, somos llamados a caminar juntos en el servicio al Reino de Dios”.


Uno de los momentos más significativos fue la celebración ecuménica en la Catedral Metropolitana de Guatemala, realizada el 23 de enero.

Héctor Castañeda, de la Iglesia presbiteriana, destacó la importancia simbólica del evento al señalar que “El contexto social y la misma historia de Guatemala hablan de divisiones, guerras, confrontaciones y en medio de todo estamos, estos líderes cristianos que decimos creemos en la unidad. Por lo tanto, esta celebración es un símbolo de esperanza y un aliciente para nuestro compromiso.”

Por su parte, el Nuncio Apostólico, Monseñor Francisco Montecillo Padilla, resaltó el impacto del testimonio cristiano en la sociedad: “Los cristianos pueden aportar mucho, no tanto en resolver los problemas sociales, sino en reavivar la fe en quienes la han perdido. Su testimonio es más eficaz cuando son uno entre ellos.”

El evento dejó un mensaje claro: la unidad entre los cristianos no solo es posible, sino que es un testimonio de esperanza para Guatemala.

Por Diego Santizo – Felipe Casabianca

miércoles, 25 de marzo de 2015

Romero. La festa del popolo salvadoregno

   
09-02-2015  di Felipe Casablanca
fonte: Città Nuova

La fedeltà ai poveri e al Vangelo di un pastore considerato “innocuo” dalle classi dirigenti. Il lungo travaglio del riconoscimento del martirio per odio alla fede arrivato finalmente con papa Francesco. Il significato attuale nel continente latino americano come segno di giustizia e pace

Romero
Il popolo salvadoregno è in festa. La notizia della firma di Papa Francesco sul decreto che riconosce il martirio per “odium fidei” di Oscar Arnulfo Romero, è corsa veloce di bocca in bocca, da una emittente all’altra, nei cellulari, nella web.  Lo stesso giorno i vescovi hanno fatto suonare a festa le campane di tutte le chiese di El Salvador, alle 6 di sera per manifestare il giubilo, per dire ad una sola voce grazie al Santo Padre, alla Chiesa.

sábado, 21 de marzo de 2015

Corruzione e impunità minacciano il governo del Messico

   
08-11-2014  di Filippo Casabianca
fonte: Città Nuova
Il caso degli studenti scomparsi e assassinati nello stato di Guerrero, mette in evidenza la forte penetrazione dei cartelli della malavita nel governo locale e la forte resistenza culturale delle comunità

Manifestazioni in Messico
Si moltiplicano, in tutto il Messico, le manifestazioni a sostegno dei familiari delle 6 persone assassinate e di altri 43 studentidell’istituto Colegio Normal de Ayotzinapa, nello Stato del Guerrero, scomparsi da settimane e che ora si è scoperto essere stati assassinati su ordine dell'ex sindaco di Iguala che voleva punirli per averlo contestato durante un comizio. Nel Chiapas gruppi del movimento zapatista EZLN si sono uniti alle proteste di ampi settori della società, per chiedere agli investigatori dei risultati a un mese dall’accaduto.
Un Paese cambiato 
I l verde e il nero colorano la faccia di un soldato del Nicaragua prima di prendere parte alla parata per celebrare i 35 anni di nascita dell’esercito nazionale. Era il 19 luglio del 1979. Il trionfo della rivoluzione sandinista provocò la caduta della dittatura della dinastia dei Somoza e aprì l’accesso al governo del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, con il sostegno di Cuba e dell’Unione sovietica. Con il nuovo regime sorsero nuove istituzioni e fra queste la Polizia e le Forze Armate che oggi sono distanti dalla mistica rivoluzionaria degli anni della guerra fredda. Anche il Paese è cambiato. Il rapporto conflittuale con gli Stati Uniti interventisti è diventato adesso accordo di libero commercio e la guida di Daniel Ortega, già primo presidente della rivoluzione, mantiene con gran pragmatismo politico una alleanza strategica con il Venezuela di Maduro. Gli indici di sviluppo del Nicaragua mostrano un Paese scarsamente produttivo, penultimo fra quelli latinoamericani, dipendente dall’investimento estero, e con un 43 per cento di popolazione sotto la soglia di povertà. Ma vanta il record di secondo Paese americano più equo nella distribuzione della ricchezza. E. Felix/AP
Filippo Casabianca

miércoles, 23 de julio de 2014

Bambini in fuga da povertà e violenza

   
23-07-2014  di Filippo Casabianca
fonte: Città Nuova
Senza genitori, in mano a trafficanti senza scrupoli, migliaia di bambini e adolescenti rischiano la vita per raggiungere i loro papà. La violenza e la disgregazione sociale sono alcune delle cause più dure. Simposio a Città del Messico proposto dalla Santa Sede

Bambini immigrati alla frontiera tra Stati Uniti e MessicoIl fenomeno dei bambini migranti non è nuovo. Appare però adesso con caratteristiche che oltrepassano la capacità di reazione del governo degli Stati Uniti, principale recettore della migrazione proveniente dal Centroamerica. Sono più di 50 mila i minorenni, senza genitori, che in meno di un anno sono stati intercettati dalle autorità per l’immigrazione alla frontiera con ilMessico. Provengono per lo più da Guatemala,El Salvador Honduras

martes, 9 de julio de 2013

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CN7 - cittanuova.it
Esteri
LA RIFORMA MIGRATORIA
NEGLI STATI UNITI
Ottimismo fra gli 11 milioni di immigrati
irregolari per l'approvazione da parte
del Senato della legge di riforma. Ora il vaglio
della Camera dei rappresentanti
di Filippo Casabianca

viernes, 14 de junio de 2013

“Las pandillas” chiedono la parola                                                              

07-06-2013  di Filippo Casabianca
fonte: Città Nuova
L'Honduras è uno dei Paesi più pericolosi al mondo, una speranza viene dalla volontà delle bande delinquenziali  di aprire una tregua e un dialogo con le autorità

Honduras, un membro di una banda Il vescovo Romulo Emiliani lo aveva annunciato tre giorni prima: le bande delinquenziali locali hanno deciso di deporre le armi e mettere un freno alla macchina della morte che loro stessi avevano costruito. L’esempio del vicino El Salvador, dove la cosiddetta tregua ha permesso di “risparmiare” migliaia di vite umane, e forse ancor più l’esempio dello stesso monsignor Emiliani in favore dei carcerati honduregni, hanno influito sulla decisione.