Un Paese
cambiato
I
l verde e il nero colorano la faccia
di un soldato del Nicaragua prima
di prendere parte alla parata
per celebrare i 35 anni di nascita
dell’esercito nazionale. Era il
19 luglio del 1979. Il trionfo della
rivoluzione sandinista provocò la caduta
della dittatura della dinastia dei Somoza
e aprì l’accesso al governo del Fronte
Sandinista di Liberazione Nazionale,
con il sostegno di Cuba e dell’Unione
sovietica. Con il nuovo regime sorsero
nuove istituzioni e fra queste la Polizia
e le Forze Armate che oggi sono distanti
dalla mistica rivoluzionaria degli anni
della guerra fredda.
Anche il Paese è cambiato. Il
rapporto conflittuale con gli Stati
Uniti interventisti è diventato adesso
accordo di libero commercio e la
guida di Daniel Ortega, già primo
presidente della rivoluzione, mantiene
con gran pragmatismo politico una
alleanza strategica con il Venezuela
di Maduro. Gli indici di sviluppo
del Nicaragua mostrano un Paese
scarsamente produttivo, penultimo
fra quelli latinoamericani, dipendente
dall’investimento estero, e con un
43 per cento di popolazione sotto la
soglia di povertà. Ma vanta il record
di secondo Paese americano più equo
nella distribuzione della ricchezza.
E. Felix/AP
Filippo Casabianca
sábado, 21 de marzo de 2015
miércoles, 23 de julio de 2014
Bambini in fuga da povertà e violenza
23-07-2014 di Filippo Casabiancafonte: Città Nuova
Senza genitori, in mano a trafficanti senza scrupoli, migliaia di bambini e adolescenti rischiano la vita per raggiungere i loro papà. La violenza e la disgregazione sociale sono alcune delle cause più dure. Simposio a Città del Messico proposto dalla Santa Sede
Il fenomeno dei bambini migranti non è nuovo. Appare però adesso con caratteristiche che oltrepassano la capacità di reazione del governo degli Stati Uniti, principale recettore della migrazione proveniente dal Centroamerica. Sono più di 50 mila i minorenni, senza genitori, che in meno di un anno sono stati intercettati dalle autorità per l’immigrazione alla frontiera con ilMessico. Provengono per lo più da Guatemala,El Salvador e Honduras
martes, 9 de julio de 2013
viernes, 14 de junio de 2013
“Las pandillas” chiedono la parola
07-06-2013 di Filippo Casabiancafonte: Città Nuova
L'Honduras è uno dei Paesi più pericolosi al mondo, una speranza viene dalla volontà delle bande delinquenziali di aprire una tregua e un dialogo con le autorità
Il vescovo Romulo Emiliani lo aveva annunciato tre giorni prima: le bande delinquenziali locali hanno deciso di deporre le armi e mettere un freno alla macchina della morte che loro stessi avevano costruito. L’esempio del vicino El Salvador, dove la cosiddetta tregua ha permesso di “risparmiare” migliaia di vite umane, e forse ancor più l’esempio dello stesso monsignor Emiliani in favore dei carcerati honduregni, hanno influito sulla decisione.
miércoles, 8 de mayo de 2013
La missione di Obama in Centro America
08-05-2013 di Filippo Casabianca
fonte: Città Nuova
fonte: Città Nuova
La regione Messico-Centro America riveste per l’amministrazione statunitense un interesse strategico ancora più evidente da quando il presidente è stato rieletto
Il voto latino negli Stati Uniti da qualche tempo ha acquistato un peso notevole e Obama ha saputo mostrarsi attento alle legittime richieste di questa parte della popolazione. Ne tenne conto a suo tempo spingendo per un’ampia riforma migratoria
Etiquetas:
Centroamerica,
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Stati Uniti
Ubicación:
Costa Rica
martes, 5 de marzo de 2013
EPILOGO DE UN ANUNCIO IMPREDECIBLE
1 marzo 2013
Sección: Sin categoría
28-02-13
Felipe Casabianca
Se consuma hoy un evento de gran trascendencia para la Iglesia. Benedicto XVI vuela a la residencia veraniega de Castelgandolfo y deja vacante la sede de Pedro.Felipe Casabianca
Millones de personas han visto las emocionantes y sugestivas imágenes del helicóptero papal aterrizando a Castelgandolfo, donde Benedicto XVI ha querido estar desde el momento que cesa, esta noche, su mandato de Pontífice.
miércoles, 13 de febrero de 2013
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